Sabato 7 ottobre, tutte/i a Roma in difesa della pace, dei diritti, della Costituzione

Unione Popolare sarà presente con i propri militanti e simpatizzanti ai cortei che percorreranno sabato 7 ottobre la città di Roma.

Saremo in particolare parte del concentramento dei Comitati contro ogni tipo di autonomia differenziata, perché convinti che il combinato disposto fra il ddl Calderoli e le proposte di premeriato o di presidenzialismo, non debbono passare in quanto segnerebbero un ulteriore arretramento della democrazia già scarsa nel Paese. Verrebbero erosi alcuni fra i pochi principi ancora saldi della Carta costituzionale nata dalla Resistenza.

Saremo in piazza perché la situazione è drammatica. Le responsabilità sono delle politiche neoliberiste messe in pratica da tutti i governi, anche di centro sinistra, che si sono succeduti e che sono state favorite anche dalle pratiche concertative di CGIL, CISL, UIL.
Saremo con chi ha tentato negli anni di difendere i salari, la sanità pubblica, il welfare.

La nostra sarà una presenza critica, di chi vuole incontrare e dialogare con le tante e i tanti che pagano l’impoverimento del Paese, la crescita delle diseguaglianze, l’assenza dei servizi essenziali.

Ci saremo per essere con coloro che aspirano ad avere almeno un salario minimo garantito – la nostra proposta è di 10 euro orari, indicizzati e pagati dalle imprese – di chi vuole far pagare coloro che si sono arricchiti con la pandemia, la guerra e le crisi.
Vogliamo introdurre il reato di omicidio sul lavoro per fermare la strage per profitto.
Vogliamo incontrare quel popolo della pace, maggioritario e non rappresentato, che ripudia la partecipazione dell’Italia alla guerra, che non vuole le bombe atomiche nel nostro paese, che chiede un taglio radicale alle spese militari, la fine della fornitura di armi per il conflitto in Ucraina e per le tante altre guerre, una reale riconversione ecologica dell’economia incompatibile con il capitalismo neoliberista, di cui il governo Meloni da un lato è interprete in continuità con il Governo Draghi, dall’altro ne incarna le peggiori pulsioni reazionarie e razziste.

Coordinamento Nazionale Unione Popolare