Una lista per la pace con idee e candidati che siano credibili

di Luigi De Magistris, il Manifesto, 28.01.2024

Verso le europee

Ho seguito con interesse il dibattito sul manifesto in vista delle prossime europee e da
ultimo l’intervento di Michele Santoro. Considero assolutamente necessario fare ogni
tentativo possibile, con lealtà e serietà, per costruire una lista per le elezioni, la più chiara e
popolare possibile, per la pace e contro le guerre.

Un fronte pacifista coerente e credibile che si unisca intorno a un manifesto di pochi punti
netti e forti: fuori l’Italia dalla guerra, stop all’invio di armi in Ucraina e in Israele, condanna
dei crimini di guerra e del genocidio da parte dello Stato d’Israele contro il popolo
palestinese, cessate il fuoco in Ucraina e Palestina, autodeterminazione del popolo
palestinese a cui va garantito subito la nascita di uno Stato autonomo e indipendente. Porre
fine al riarmo e firmare i trattati per la messa al bando delle armi nucleari. Impegnarsi per il
progressivo superamento della Nato e interrompere la subalternità economica e militare
europea agli Stati uniti che è cosa differente dall’amicizia ed alleanza tra i popoli.

Costruire un’Europa unita nelle diversità dal Portogallo alla Russia come auspicavano
Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, per contribuire a realizzare il continente dei popoli per un
mondo multipolare senza alcuna supremazia di nessun tipo se non quella della pace contro
tutte le guerre.

Una lista per le pace non può essere disgiunta dalla giustizia sociale, economica e
ambientale. Per realizzare pace e giustizia si deve dire basta all’Unione europea
dell’austerità e dei patti di stabilità che soffocano i diritti fondamentali e la vita delle
persone, ma consolidano vendita e traffico di armi, speculazioni finanziarie ed economiche,
l’accumulazione della ricchezza in poche mani.

Quindi è necessaria un’Europa capace di redistribuire le ricchezze che favorisca la coesione
sociale. Così come non è più eludibile una radicale svolta ambientalista, perché la
distruzione del pianeta è strettamente connessa alle politiche di guerra e della prevalenza
del capitale sulle persone e sulla natura.

Se penso alla lista per la pace penso anche a una forza che sia in grado di porre fine, con
politiche di solidarietà internazionale e cooperazione decentrata, al più grande cimitero
d’Europa dopo la seconda guerra mondiale che è divenuto il mar Mediterraneo. Per
realizzare una lista per la pace sono necessari capacità, volontà, coraggio, passione, forza,
innovazione in grado anche di suscitare entusiasmo. Ma non basta mettere insieme
dirigenti di partito e di organizzazioni, si deve provare ad attivare partecipazione e
interesse concreti per poi provare a candidare persone credibili e coerenti, con storie
personali o collettive coerenti e credibili, perché tutti si dicono per la pace, contro le guerre,
contro le mafie, contro le corruzioni e per l’acqua pubblica e poi sappiamo dove ci sono
fiumi di parole e invece zero fatti.

In Europa la lotta è difficile perché ci vuole autonomia, competenza e coraggio per opporsi
al sistema che ci ha portati sull’orlo della guerra nucleare, nell’abisso dei cambiamenti
ecologici, nel baratro delle terribili disuguaglianze sociali ed economiche. Una lista per la
pace che possa superare la soglia di sbarramento è necessaria per dare finalmente voce
agli oppressi contro gli oppressori.

Si deve provare a costruire una lista in cui prevalgano le ragioni dell’unità pur nelle
differenze ma con l’obiettivo vero di attuare la Costituzione antifascista e rispettare un
programma netto e radicale. È un obiettivo che dovrebbe unire chiunque si collochi al di
fuori del sistema e che vuole dimostrare anche nelle istituzioni che un’alternativa è
possibile.